Ogni autore e autrice di fantascienza ha una propria visione del futuro, delle conquiste o della tecnologia, ma spesso il racconto serve soltanto a mettere in evidenza uno o più aspetti (sociali, politici, tecnologici, etc.) migliorabili o particolarmente inquietanti di quel che stiamo vivendo.
Quali temi ti sono cari tanto da farli entrare nelle tue storie di fantascienza?
Molto importante è l’ecologia, ma anche tutti i temi etici, che hanno a che fare con l’uomo. Mi piacciono le visioni distopiche. In Transfer 2093, ad esempio, si parla di un futuro in cui la società sembrerebbe migliorata, in grado di favorire le capacità individuali, meritocratica, ma anche questo aspetto, se portato all’eccesso, si rivela antiumanistico.
Questi temi ti sono stati chiari prima della stesura dell'opera o sono emersi durante la scrittura?
In Transfer 2093 il tema base che mi è stato chiaro fin dall’inizio è la ricerca dell’immortalità, e cosa potrebbe fare la società (e cosa già fa ora) per ottenere questo risultato.
Quando affrontavi i temi più importanti avevi in mente qualche esempio di persona reale che nella vita ha portato avanti battaglie reali o non hai avuto necessità di ispirazione?
Non avevo qualcuno in particolare, ma il concetto di base è che nella nostra società si cerca di esaltare le capacità di ognuno, in modo individualistico, a discapito degli altri.
Quali caratteristiche hanno i personaggi che agiscono nelle ambientazioni che hai creato? Sono perfettamente integrati nella società oppure restano un po' ai margini e quello è ciò che permette loro di avere uno diverso punto di vista sulla situazione diffusa nel loro mondo?
Il protagonista di molti miei racconti, compreso Jason Pride di Transfer 2093, è di sicuro uno relegato ai margini, quasi insignificante, che rimane incastrato in un ingranaggio più grande di lui.
Se vuoi, puoi citare una delle tue opere (romanzi o racconti) che trovi particolarmente riuscita.
Sicuramente, Transfer 2093.