Ogni autore ha una propria visione della costruzione dell'ambientazione. Vuoi fare un esempio di come funziona per te?
Nel romanzo fantastico per ragazzi che ho pubblicato giorni fa – si intitola Castelfatum – l’ambientazione è fondamentale: si libra al confine della realtà: c’è e non c’è. Dipende. Dipende, appunto, con quali occhi si legge la storia.
Il romanzo è fantastico, ma si inserisce nell’immaginario fantascientifico anche se il piccolo lettore se ne accorge solo in un preciso momento, cioè, la fantascienza diventa un percorso a cui arrivare. Non è un mondo preconfezionato da cui si parte, ma è il punto d’arrivo.
La struttura è drammatica con una buona fine. Fa paura, ma è una paura catartica che permette agli eroi (i bambini protagonisti) di affrontare e affrontarsi, risolvere i guai e, in seguito al dramma, di decidere in autonomia per se stessi.
Nella strana città in cui si verificano i fatti raccontati, esiste una forma di governo collettivo, ma si offre l’idea che, se la forma di governo è cieca o stupida, si possa aggirare e cambiare. L’idea di essere al timone del proprio destino è fondamentale.ciao mondo