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Interviste: Scopriamo di più
pubblicato in: "Interviste" il 25/03/2025

Temi nelle opere di Andrea Cabassi

Ogni autore e autrice di fantascienza ha una propria visione del futuro, delle conquiste o della tecnologia, ma spesso il racconto serve soltanto a mettere in evidenza uno o più aspetti (sociali, politici, tecnologici, etc.) migliorabili o particolarmente inquietanti di quel che stiamo vivendo.

Quali temi ti sono cari tanto da farli entrare nelle tue storie di fantascienza?

Non ho una personale visione del futuro, quando scrivo preferisco trattare quello che conosco, cioè il presente. Potrei anche ambientare una storia nell'anno diecimila, con mondi nuovi e tecnologie strabilianti, ma finirei per parlare dell'uomo, delle sue speranze, paure e passioni.

La fantascienza mi ha sempre affascinato per la sua capacità di mettere sempre al centro l'essere umano, non le macchine, caratteristica questa che apre le porte a un vasto arcobaleno di sperimentazioni: puoi mischiare generi, ipotizzare situazioni paradossali senza limiti di luogo o di tempo, osservare le mosse dei personaggi e fermarti a riflettere su qualcosa che magari non avevi nemmeno ipotizzato.


Quando affrontavi i temi più importanti avevi in mente qualche esempio di persona reale che nella vita ha portato avanti battaglie reali o non hai avuto necessità di ispirazione?

È questa una dote che ho spesso riservato agli antagonisti, intendo definirli a partire da persone realmente esistenti - quasi sempre brutte persone. Quante volte vorremmo spaccare un'alabarda spaziale in testa a qualcuno particolarmente meritevole? Nel mondo reale non sempre è possibile, ma nella fiction sì [risata malefica].


Quali caratteristiche hanno i personaggi che agiscono nelle ambientazioni che hai creato? Sono perfettamente integrati nella società oppure restano un po' ai margini e quello è ciò che permette loro di avere uno diverso punto di vista sulla situazione diffusa nel loro mondo?

So che molti autori creano un proprio universo (o più d'uno) in cui ambientare le loro storie, io ho adottato un approccio un po' diverso: ho una serie di personaggi ricorrenti che appaiono anche in scenari incompatibili, proprio per rimarcare la particella fanta del genere.

Per quanto riguarda i miei protagonisti, ho una malcelata simpatia per gli anticonformisti, i pesci fuor d'acqua, gli emarginati… insomma, quelli che la società considera gli sfigati. Ma sto cercando di smettere.


Se vuoi, puoi citare una delle tue opere (romanzi o racconti) che trovi particolarmente riuscita.

Restando nell'ambito della fantascienza, devo sicuramente citare Pelicula, il mio romanzo distopico, cui sono legatissimo e che mi ha permesso di lavorare con alcuni dei miei miei-personaggi preferiti in modo innovativo e senza compromessi.

Per i racconti invece direi Businessmen dallo spazio e Aranea, due pezzi agli antipodi ma certamente molto rappresentativi di chi sono e di come la penso su temi come la ricerca di un senso alla propria esistenza, il rapporto con gli altri, la verità e altre facezie.

Andrea Cabassi primo piano
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